KARL MARX
Nuovo intellettuale ottocentesco, intellettuale impegnato, si mantiene facendo il giornalista, è dedito alla politica fonda e dissolve la prima internazionale, la sua filosofia non è teoretica ma pratica (“filosofia della prassi”) e spesso si confonde con la lotta politica. “ fino a ora i filosofi si sono limitati ad interpretare il mondo, ora bisogna cambiarlo”.
Vita--> in grande povertà, aiuto da parte di Engels, figlio di industriali, suo amico fraterno, sua moglie fu una nobildonna che morì di povertà come alcuni suoi figli.
Hegelismo--> è il punto di partenza di Marx, critica al “misticismo logico” di Hegel, cioè il soggetto è l’idea, il predicato sono gli eventi storici, essi sono soltanto manifestazioni necessarie dello spirito, allora ogni evento storico è giustificabile, la realtà viene dopo l’idea, è solo un predicato secondo Hegel, nell’ambito del “misticismo logico” quindi gli stati non si possono cambiare perché espressioni razionali dello spirito. Marx rivaluta l’azione dell’uomo nella storia, Hegel per Marx coglie molto bene la storicità dell’esistenza umana che si estrinseca nei bisogni e nel lavoro. Gli antagonismi sociali, la lotta, la divisione in classi derivano dalla proprietà.
Dialettica--> per Marx è la legge stessa della storia momento importante è la negazione perché la storia procede per momenti storici negativi, per contrapposizioni, la storia è moto e descrizione della prassi pratica, azione umana, non è vita dello spirito, la prassi non è casuale, procede partendo dalla contraddizione del contesto, è conseguentemente--> “Aufhebung”
Feuerbach--> nell’antropologia parla di “essenza” umana, Marx non concorda, perché tutte le essenze sono storiche, sono fenomeni, l’uomo è storico, la sua essenza è dialettica e si afferma attraverso le relazioni sociali nella storia, ergo le essenze sono diverse, dipende solo dal’epoca storica.
Religione--> è l’alienazione, proiezione umana è “l’oppio dei popoli” si spiega in ambito storico, le cause sono storiche, la base storica fa l’uomo, è ciò che l’uomo è concretamente, Feuerbach, non spiega da dove deriva l’alienazione