giovedì 10 novembre 2011

POSITIVISMO

POSITIVISMO
Il primo positivismo si sviluppa in tutta Europa lungo tutto l’800 che accompagna la rivoluzione industriale e scientifica. È positiva perché legata al progresso, si contrappone all’irrazionalismo (che è antiriduzionistico, non si può ridurre tutto al scientifico)
È una corrente riduzionista, c’è una ragione e un’intersoggettività e un’evidenza scientifica, all’esterno solo doxa ossia opinioni non trattabili con la scienza. Si affianca alla scienza, l’unica conoscenza vera è quella scientifica, la filosofia positivista mette ordine e diventa ausilio critico per la scienza non è più qualcosa di superiore.
È positiva perché crede che il progresso derivi dalla scienza e il pensiero positivo migliora la vita. Importante anche a livello culturale, questo periodo è anche caratterizzato da grandi rivoluzioni industr

LUDWIG FEUERBACH

LUDWIG FEUERBACH
Grande esponente della sinistra hegeliana, analizza il problema della religione partendo dal sistema hegeliano.
“L’ESSENZA DEL CRISTINESIMO”
Dio è soltanto la proiezione dei bisogni dell’uomo, alienazione di altro rispetto all’uomo, concezione vicina alla coscienza infelice della fenomenologia, benché secondo Hegel Dio sia idea in sé, al di la dell’uomo.
L’alienazione in Hegel è logica che si aliena nella natura, in Feurebach è l’uomo che si aliena in Dio, l’uomo fa a propria immagine e somiglianza Dio, tutte le religioni tendono ad antropomorfizzare Dio Dio non esiste è una sorta di fantasia palliativa dell’essere umano, noi attribuiamo a Dio le qualità che vorremo avere.


Filosofia ha il compito di rimettere l’uomo in piedi sui propri piedi, si trasforma in antropologia svelando la genesi dell’alienazione che dipende dalla proiezione di Dio, umanesimo ateo che riporta l’uomo al reale, al finito, svuotando dio per riempire l’uomo; innanzitutto c’è il finito, il concreto non l’infinito come per Hegel.
Fisicità la corporeità è il futuro dell’uomo questi bisogni sono l’uomo “l’uomo è ciò che mangia” tutto si sviluppa nel reale nel concreto e materiale, non esiste la metafisica

KIERKEGAARD

KIERKEGAARD
Tramite tra Pascal e filosofia del 900. Pensatore danese. Recupera la dimensione trascendente dell’uomo di tipo originario, la religione non è assimilabile ad aspetti solo storici o storicisti. La religione ha un fondo ontologico originario quindi non comprensibile solo dalla storia.
La religione positiva è una religione definita quindi impoverita perché diventata storica deve essere di più, trascendente.
Critica ad Hegel difende la categoria del singolo, l’essere umano è il singolo da ciò che deriva la critica all’idealismo l’esistenza concreta non esiste, il singolo in Hegel è solo all’interno del processo, la filosofia hegeliana non vede alberi ma solo foreste e non si accorge che sono un’insieme di alberi.
Esistenza concreta (base filosofica Kierkegaard) e ragione astratta (base idealismo hegeliano)
Il singolo vive un’esistenza concreta cioè vive

KARL MARX

KARL MARX
Nuovo intellettuale ottocentesco, intellettuale impegnato, si mantiene facendo il giornalista, è dedito alla politica fonda e dissolve la prima internazionale, la sua filosofia non è teoretica ma pratica (“filosofia della prassi”) e spesso si confonde con la lotta politica. “ fino a ora i filosofi si sono limitati ad interpretare il mondo, ora bisogna cambiarlo”.
Vita--> in grande povertà, aiuto da parte di Engels, figlio di industriali, suo amico fraterno, sua moglie fu una nobildonna che morì di povertà come alcuni suoi figli.
Hegelismo--> è il punto di partenza di Marx, critica al “misticismo logico” di Hegel, cioè il soggetto è l’idea, il predicato sono gli eventi storici, essi sono soltanto manifestazioni necessarie dello spirito, allora ogni evento storico è giustificabile, la realtà viene dopo l’idea, è solo un predicato secondo Hegel, nell’ambito del “misticismo logico” quindi gli stati non si possono cambiare perché espressioni razionali dello spirito. Marx rivaluta l’azione dell’uomo nella storia, Hegel per Marx coglie molto bene la storicità dell’esistenza umana che si estrinseca nei bisogni e nel lavoro. Gli antagonismi sociali, la lotta, la divisione in classi derivano dalla proprietà.
Dialettica--> per Marx è la legge stessa della storia momento importante è la negazione perché la storia procede per momenti storici negativi, per contrapposizioni, la storia è moto e descrizione della prassi pratica, azione umana, non è vita dello spirito, la prassi non è casuale, procede partendo dalla contraddizione del contesto, è conseguentemente--> “Aufhebung”
Feuerbach--> nell’antropologia parla di “essenza” umana, Marx non concorda, perché tutte le essenze sono storiche, sono fenomeni, l’uomo è storico, la sua essenza è dialettica e si afferma attraverso le relazioni sociali nella storia, ergo le essenze sono diverse, dipende solo dal’epoca storica.


Religione--> è l’alienazione, proiezione umana è “l’oppio dei popoli” si spiega in ambito storico, le cause sono storiche, la base storica fa l’uomo, è ciò che l’uomo è concretamente, Feuerbach, non spiega da dove deriva l’alienazione

HANS JONAS

HANS JONAS
Pensatore ebreo, si pone a contatto con il problema della modernità.
“DIO DOPO AUSCHWITZ”
Riflessione sulla teodicea, cioè la giustificazione di Dio. Dopo Auschwitz è il trionfo delle religioni, inizia veramente la morte di Dio, ha una coscienza razionale moderna che non riesce ad accettare un Dio buono, onnipotente che permette un massacro. È la coscienza dell’uomo che è cambiata, come diceva Epicuro se c’è un Dio buono perché c’è questo male nel mondo? O è un dio malvagio o non esiste. Jonas dice che o è davvero orto o il dio che noi conosciamo non è quello reale ad esempio non è onnipotente: solo un dio onnipotente che rinuncia alla sua onnipotenza potrebbe spiegare Auschwitz. Se Dio fosse onnipotente il mondo non esisterebbe perché creare il mondo è creare qualcosa d’altro, e l’onnipotenza non può convivere con nessuna alterità, la distrugge, e un’alterità può esistere indipendente dall’onnipotenza e quindi Dio non è onnipotenza (che esclude ogni alterità). Dio se ha creato il mondo ha rinunciato alla sua onnipotenza e quindi guarda il mondo ma ne è al di fuori.

FRIEDRICH NIETZSCHE

FRIEDRICH NIETZSCHE
Nasce nel 1844 e muore nel 1900. Pensiero complesso, ha influenzato cultura e arte del tempo. Mette in luce la crisi profonda (nichilista) del pensiero occidentale che era iniziata con Parmenide.
L’occidente ha dominato il mondo del divenire con la ragione, dominatrice e costruttrice del mondo occidentale ed è il rimedio del terrore del divenire (Severino) il pensiero occidentale ha costruito impalcature razionali come rimedio al terrore.
Tutto questo ora viene meno e il pensiero di Nietzsche è lo studio e la riflessione di queste impalcature ontologiche che stanno cadendo. Inizia il nichilismo e l’impossibilità di costruire un’ontologia che ci dia certezze.
La scienza e la tecnica devono cercare di tenere lontani l’idea del nulla, sappiamo però che sono solo palliativi. Il pensiero di Nietzsche da luogo ad un pensiero razziale e antisemita, è un filosofia autoritaria sotto certi aspetti. Origine della rinascita del pensiero postmoderno che deve molto a Nietzsche.
Corrente del sospetto ossia che il sospetto significa distruggere le certezze del passato e accorgersi che l’analisi di queste comporta la loro distruzione.

ETICA DEL 900

ETICA DEL 900
Uno dei rischi di mettere tra parentesi il problema dell’etica o crederla un discorso attaccato ad un altro storicista (senza autonomia) o la negazione della sua esistenza è che di fronte alla metafisica e di fronte al relativismo etico (che sono pericoli) il problema dell’etica diventa molto pressante.
Anche la filosofia contemporanea si pone il problema dell’etica. È un problema urgente, perché oggi si richiedono delle risposte etiche ad esempio nel mondo della bioetica e della politica necessitano di una risoluzione etica ma aperta (tra i due scogli Scilla e Cariddi). Non si può ricorrere alla fondazione di un etica normativa perché ricopia la vecchia etica della metafisica piuttosto, dovrebbe essere prescittiva.