giovedì 10 novembre 2011

KARL MARX

KARL MARX
Nuovo intellettuale ottocentesco, intellettuale impegnato, si mantiene facendo il giornalista, è dedito alla politica fonda e dissolve la prima internazionale, la sua filosofia non è teoretica ma pratica (“filosofia della prassi”) e spesso si confonde con la lotta politica. “ fino a ora i filosofi si sono limitati ad interpretare il mondo, ora bisogna cambiarlo”.
Vita--> in grande povertà, aiuto da parte di Engels, figlio di industriali, suo amico fraterno, sua moglie fu una nobildonna che morì di povertà come alcuni suoi figli.
Hegelismo--> è il punto di partenza di Marx, critica al “misticismo logico” di Hegel, cioè il soggetto è l’idea, il predicato sono gli eventi storici, essi sono soltanto manifestazioni necessarie dello spirito, allora ogni evento storico è giustificabile, la realtà viene dopo l’idea, è solo un predicato secondo Hegel, nell’ambito del “misticismo logico” quindi gli stati non si possono cambiare perché espressioni razionali dello spirito. Marx rivaluta l’azione dell’uomo nella storia, Hegel per Marx coglie molto bene la storicità dell’esistenza umana che si estrinseca nei bisogni e nel lavoro. Gli antagonismi sociali, la lotta, la divisione in classi derivano dalla proprietà.
Dialettica--> per Marx è la legge stessa della storia momento importante è la negazione perché la storia procede per momenti storici negativi, per contrapposizioni, la storia è moto e descrizione della prassi pratica, azione umana, non è vita dello spirito, la prassi non è casuale, procede partendo dalla contraddizione del contesto, è conseguentemente--> “Aufhebung”
Feuerbach--> nell’antropologia parla di “essenza” umana, Marx non concorda, perché tutte le essenze sono storiche, sono fenomeni, l’uomo è storico, la sua essenza è dialettica e si afferma attraverso le relazioni sociali nella storia, ergo le essenze sono diverse, dipende solo dal’epoca storica.


Religione--> è l’alienazione, proiezione umana è “l’oppio dei popoli” si spiega in ambito storico, le cause sono storiche, la base storica fa l’uomo, è ciò che l’uomo è concretamente, Feuerbach, non spiega da dove deriva l’alienazione
della religione
“MANOSCRITTI ECONOMICO-FILOSOFICI”
Economia classica borghese--> Smith e Ricardo hanno avuto il grande merito di avere sottolineato che il lavoro è il motore dell’economia, la divisione del lavoro produce maggiore ricchezza (Smith) il lavoro viene pagato con un salario che corrisponde ai mezzi di sussistenza del lavoratore, così che egli possa recuperare la condizione fisica e morale per lavoare l’indomani (Ricardo). In una società più evoluta il salario corrisponde ancora ai mezzi di sussistenza però i bisogni soddisfatti sono maggiori, è la società che determina i mezzi di sussistenza (dipende dalla storia). Questo permette l’accumulo del capitale, non tutto il lavoro del lavoratore viene pagato perché egli produce dei beni il cui prezzo base corrisponde al lavoro prodotto, il prezzo naturale dipende dal lavoro necessario per produrre l’oggetto, il salario deve essere minore per consentire un guadagno al padrone
Fourier--> il lavoro deve essere attraente per l’essere umano, parla del lavoro cooperativo come elemento sociale, grandi laboratori commutari (falansteri) unità produttiva di consumo e autoconsumo, economia chiusa, che consuma ciò che produce.
Proudhon--> “che cos’è la proprietà?la proprietà è un furto” il lavoro è una sorta di schiavismo moderno perché i mezzi di produzione appartengono a pochi capitalisti quando il lavoro è sociale--> contrario non alla ricchezza personale che è il frutto del proprio lavoro bensì alle enormi ricchezze che monopolizzano l’economia e influenzano la politica, esiste un limite alla ricchezza perché frutto del proprio del lavoro, la grande ricchezza che è sociale e quindi prodotta da molti si concentra nelle mani di pochi = grande diseresia
Proprietà privata-->presupposto dell’economia classica borghese, fase della divisione del lavoro secondo Marx l’economia borghese tratteggia la condizione dell’uomo come se fosse eterna, in maniera a-storica ma la condizione dell’uomo è storica e sociale il capitalismo ha presupposti storici che cambiano = dialetticamente mutano anche la condizione umana e il sistema di sviluppo quindi la proprietà privata è frutto del condizionamento storico
Alienazione--> il lavoro domina l’operaio che si aliena da esso perché ciò che egli produce non gli appartiene sorta di visione hegeliana sul lavoro , è un lavoro forzato, costrittivo, mentre dovrebbe esaltare la capacità dell’operaio, invece l’operaio nel capitalismo è solo un mezzo, l’uomo quindi si estranea anche dagli altri esseri umani. Sfruttamento del capitalista che espropria l’operaio del frutto del proprio lavoro, non è esaltazione delle capacità umane, questo crea conflitti fra gli esseri umani perché divide salariati da capitalisti, nonché i salariati tra loro, nell’ambito dell’alienazione. Il processo alienazione-disalienazione passa attraverso la presa di coscienza storica, comprendere il perché, i fondamenti dell’alienazione così avviene la negazione dialettica, che conduce al superamento dello status quo la politica incide sulle condizioni sociali, Marx critica il fatalismo e la rassegnazione degli economisti, esiste nella dialettica lo streben, sopressione storica, politica dell’alienazione è questo il comunismo.
Comunismo--> non è una regressione al pre-capitalismo, critica a Fourier--> è aufhebung , mantiene le conquiste del capitalismo come la tecnica, la scienza, i bisogni raffinati, il dominio dell’uomo sulla natura, lo sviluppo delle libertà. Il regime borghese è fondamentale, si tratta di un’inevitabile gradino dialettico, però ha poi bloccato la storia nel sistema di sviluppo borghese
Critica allo stato moderno parlamentare--> vige l’uguaglianza fra i cittadini nello stato mentre vigono antagonismi e le diversità nella società civile, l’uomo può essere borghese in terra e cittadino in cielo, tuttavia la società civile che è classista, diventa stato di classe mantenendo le disuguaglianze, dunque i cittadini non sono per nulla uguali nello stato, ogni stato è di classe espressione della classe dominante, Hegel già aveva rilevato questo ammettendo però il problema nella concezione dello stato etico.
“L’IDEOLOGIA TEDESCA”
Opera storicista. Marx espone la concezione del materialismo storico, l’oggetto è il movimento reale della storia, come la storia si organizza.
Storia--> si fonda sulla dialettica bisogno-soddisfacimento del bisogno. L’uomo è diverso dagli animali che hanno sempre i medesimi bisogni, i bisogni umani mutano d’epoca in epoca e così si sviluppa la razionalità umana, schema biologico che conduce alla storicità. Il soddisfacimento dei vecchi bisogni produce nuovi bisogni in una progressione continua=l’uomo trasforma l’economia, la morale, la religione, la natura stessa, per soddisfare i bisogni, allontanamento dallo schema animale.
Lavoro--> permette il soddisfacimento dei bisogni, nonché la civiltà, in quanto porta dalla naturalità alla cultura, si trasforma continuamente, nella storia non si esprime la divisione del lavoro
Agenti della storia--> forze produttive (mezzi, competenze, risorse) e rapporti di produzione (rapporto di proprietà, possesso di mezzi di produzione, ripartizioni della ricchezza) = questi sono la struttura materiale della storia perché ne determinano il corso
Materialismo--> la storia non è fatta dalle idee ma è il soddisfacimento materiale dei bisogni che la determinano, la struttura materiale determina la sovrastruttura giuridico-politico-culturale, alla base c’è la struttura, le idee della sovrastruttura sono soltanto conseguenti alla struttura materiale della storia--> ribaltamento dell’idealismo
Idee--> non sono a-storiche, bensì espressione di rapporti sociali precisi
Struttura--> consta dei rapporti di produzione e di forze produttive, queste ultime sono molto dinamiche perché devono soddisfare bisogni sempre diversi--> si sviluppano più velocemente rispetto ai rapporti di produzione che invece tendono ad essere statici perché i più forti socialmente vogliono conservare i propri privilegi. Questa contraddizione dialettica produce un salto nella storia come una guerra o una rivoluzione=”aufhebung” rimangono forze produttive e rapporti di produzione benché diversi. Vi sono lunghi periodi di staticità ai quali segue necessariamente uno stravolgimento--> la storia sarà sempre così
Capitalismo--> le forze produttive sono sempre più sociali, mentre i rapporti di produzione sempre più privatistici ed elitari=pochi hanno molto e molti hanno poco. Conseguenza dialettica di ciò che sarà il comunismo, in cui forze produttive e rapporti di produzione sono entrambe sociali, complementari, collimano.
Storia dell’umanità--> inizia con la proprietà tribale, la divisione del lavoro nella famiglia, prosegue con la divisione del lavoro fra schiavi e cittadini, nelle grandi civiltà, in cui la proprietà è di uno o pochi. Quindi ecco la proprietà feudale in cui feudi e città sono distinti; infine viene il capitalismo moderno
Lotta di classe--> determina la storia, né è il motore
Materialismo--> il soggetto è la struttura, le opposizioni dialettiche non sono logiche, come in Hegel, bensì storiche, il processo dialettico è nella storia.
“MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA” (1848)
Non è un’opera di filosofia ma è una propaganda politica, dove c’è una forte polemica ai partiti socialisti. “uno spettro si aggira per l’Europa” che è il comunismo che non fa dormire tranquilli è pronto a far ribaltare l’ordine stabilito. I comunisti hanno il compito storico di riportare la felicità nel mondo. La storia è sempre stata storia di lotte di classe, ogni società è composta da forze produttive e rapporti di produzione che delinea una divisione del lavoro e questo comporta la divisione in classi.
I borghesi, per Marx, sono colore che hanno i mezzi di produzione. L’epoca della borghesia è importante, innanzitutto afferma che è una classe ultrarivoluzionaria perché per sopravvivere deve sempre rivoluzionare di continuo i rapporti di produzione (borghesia fautrice dell’imperialismo). Se fa ciò anche l’intera società è rivoluzionata poi la borghesia in questa continua evoluzione distrugge le sovrastrutture precedenti, sostituisce a tutte queste false ideologie il pagamento in contanti, dimostra che la struttura economica è ciò che conta=ribalta l’intera geografia del mondo, le vecchie tradizioni vengono distrutte se arrivano i borghesi.
La fase borghese è necessaria perché sviluppando nuovi rapporti crea il progresso (contro tesi d’aprile di Lenin) non si può saltare la rivoluzione borghese. È colei vista come apprendista stregone che crea una forza molto potente che però la schiaccerà e questa è il proletariato. I proletari si basano solo sul salario che gli ridà energie per il lavoro e per fare la prole. Il proletariato è un fenomeno sempre più grande perché man mano che la borghesia si rivoluziona più produce proletari e i ceti che c’erano una volta affondano anche senza volerlo nel proletariato.
I ceti medi nel corso della rivoluzione economica si avvicinano ad essere dei salariati (di lusso) quindi come i proletari e la borghesia li tratta come dei salariati. La divisione sarà tra due: espropriatori ( coloro che hanno) ed espropriati (coloro che non hanno)
Il problema è che gli espropriati non si sentono tali e i comunisti hanno il compito di dare la coscienza di classe (e questo è un grande compito). La proprietà di ricchezza è privata, ma la produzione della ricchezza è tutti [paradosso], una volta che i proletari saranno consapevoli di ciò allora saranno pronti per un’azione politica.
Forte critica agli altri socialismi li ritiene falsi perché o prevedono il ritorno del feudale e abbandonare la rivoluzione industriale o pensano di potere risolvere lo sfruttamento introducendo il lavoro cooperativo. Secondo Marx non è possibile alcuna riforma nel sistema capitalistico non è cattiveria è ormai l’abitudine è un inganno credere di poter fare riforme sul sistema capitalistico.
I borghesi e i preti si spaventano dei comunisti che vogliono l’abolizione della proprietà privata ma Marx afferma che è già stata abbattuta dai borghesi dal momento che pochi capitalisti governano il mondo è già in atto l’abolizione della proprietà perché tutti gli altri sono sottomessi. Altri affermano che i comunisti vogliono abolire la famiglia e Marx dice che è un falso problema e che la famiglia borghese è un contratto e i borghesi che protestano per la famiglia per lo più ne hanno 4 o 5--> questo sistema economico rovina le famiglie perché i genitori non possono stare con i propri figli i quali devono lo stesso lavorare per aiutare i genitori.
“IL CAPITALE”
Opera più di economia politica che di filosofia, in questo riprende tutti i suoi concetti antecedenti e li rimodella. Soffre di ambiguità perché volendo essere meno filosofica e più scientifica da delle connotazioni di tipo scientifico, non offre una visione che rimane nell’ambito filosofico, le conclusioni a cui giungo devono inevitabilmente realizzarsi, leggi scientifiche che hanno la capacità previsionale e queste sono per forza scientifiche-->realizzano.
Il contenuto è il meccanismo economico della società moderna capitalistica borghese (visione materialista)-->legge economica= nello schema dialettico della società borghese ha contraddizioni concettuali che prima o poi esploderanno, la società ha determinate leggi economiche che inevitabilmente porteranno a determinare delle conseguenze [la rivoluzione finale]
Distinzione tra legge e tendenza.
Tendenza--> sono molto diverse, non è più necessità ma possibilità, implicano delle possibilità che non saranno sempre così, comprendono che le condizioni necessarie affinchè avvenga una cosa sono troppe e non si possono controllare tutte quante (se una varia varia la tendenza). Nella tendenza non si può quantificare dal punto di vista universale
Legge--> implica della previsioni, ha una sua necessità a livello universale, deduciamo necessariamente delle conseguenze. Ha una struttura logica particolare di tipo universale ciò che conta nella legge è che questa è necessaria, l’entità se trova la legge si comporta necessariamente come lei vuole. Se le leggi nella società capitalistica avremo conseguenze in ambito sociale, l’analisi di Marx è quindi deterministica. Io posso quantificare perché conosco tutte le precondizioni necessarie
Non si sa se Marx parla di leggi o di tendenze, se fossero tendenze sarebbe un discorso probabilistico e non sarebbe con un significato perché non può dirmi che la società deve crollare in ambito dialettico perché potrebbe inventarsi cose nuove. Se è tendenza non ha senso.
Analisi dei concetti--> già presentati dai capitalisti classici, ad esempio l’importanza del lavoro, il valore che è prodotto da lavoro. La ricchezza si basa sul lavoro e sulla sua divisione. Aspetto del salario analizzato da Ricardo, tende al livello di sussistenza (poter riprodurre le proprie energie e poter riprodursi). È un concetto di tipo sociale varia nei secoli, in cui il proletario vive, variabile nella società attuale. Il bisogno è sociale è determinato in senso determinato dalla società.
I salari possono aumentare (dipende dal potere dei salariati sul premere sui padroni) ma il salario non può scendere sotto il suo livello naturale. Concetto di merce--> il capitalismo produce merci, la merce però ha due valori, uno è il valore d’uso l’altro è il valore di scambio. È fondamentale la merce ha un valore e questa la posso scambiare con merci a merci a pari valore. I due tipi di valore sono molto diversi.
Il valore dato dallo scambio è dato dal lavoro, è lui che produce valore. La rarità sta a significare che il lavoro per trovare un oggetto raro è molto lungo quindi maggiore valore della merce di scambio. Marx aggiunge che il prezzo non è totalmente il valore su questo influiscono altri fattori, però in condizioni normali il prezzo è equivalente al valore (c’è un valore oggettivo sotto il quale non si può andare). [il lavoro cristallizzato nel prodotto].
Le merci sono solo frutto dell’attività umana non hanno valori misteriosi (feticismo della merce).
Il capitalismo è finalizzato al profitto( all’accumulo di denaro). Marx dice che ci sono due circoli economici diversi.
è quello di tutti noi, basato sul terzetto MDM ossia merce-denaro-merce metto in vendita merci per ricavare denaro per riuscire a comprare altre merci. Circolo del consumo.
DMD’ la prima D è il capitale è il denaro che impiego per comprare merci e rivendendole devo riavere il denaro più il profitto, questa è la circolazione capitalistica. Ma da dove salta fuori il plus-valore, il profitto?
Il plus-valore può solo derivare da una merce particolare, è una merce che da valore consumandosi e questa è la forza lavoro. Solo il lavoro può dare il plus-valore perché la merce ha già il suo valore predefinito variabile per poco, quindi non può essere la merce sola ha dare il plus,ma è il lavoro, la forza lavorativa.
Perchè la forza lavoro produce il plus-lavoro? Perché la forza lavoro è come una qualsiasi merce ha un valore d’uso e un valore di scambio che è il salario perché determinato socialmente.
Il capitalista compra la sua forza lavoro ma nel momento in cui l’operaio lavora realizza il suo valore di scambio e aliena il suo valore d’uso--> che è nelle mani del capitalista che decide sull’operaio, può sfruttare il lavoro muscolare dell’operaio come vuole, e sfruttando il lavoro produce un valore maggiore a quello del salario questo è il plus-lavoro che produce il plus-valore il quale si traduce nel profitto.
Il DMD’ funziona solo se M è la forza lavoro senza questa non ci sarebbe il D’.
Bisogna sottolineare che il capitalista sia naturalmente sfruttatore dell’uomo non è un discorso di tipo morale è un meccanicismo inevitabile--> l’economia ha come base questo sfruttamento. Ci possono essere capitalisti malvagi ma non si deve generalizzare, si deve criticare l’intero sistema.
Il problema del profitto--> il profitto presuppone il plus-valore ma il profitto non coincide totalmente con esso, Marx dice che il capitale è composto: abbiamo il capitale variabile che è il salario non è fisso da plus-lavoro e plus-valore e poi c’è il capitale costante ossia quello investito in macchine e aziende è costante perché non da profitto, hanno dei limiti oggettivi.
la prima grandezza matematica--> il saggio del plus-valore e rapporto semplice tra capitale variabile e plus-valore
la seconda grandezza matematica--> il saggio del profitto è un rapporto tra il plus-valore e capitale costante più variabile quindi più complesso, il capitalista deve tenere conto di entrambi i capitali per determinare il profitto che è sempre meno del saggio del plus valore
Devo vedere se l’unione fra capitale fisso e variabile mi riesce a produrre profitto e che sia abbastanza alto, non minimo. Le fabbriche che rivoluzionano in continuazione il capitale costante come possono fare per rientrare con il profitto? Sfruttano di più il capitale variabile. Il capitalismo vive di enorme competizione, il prezzo si crea all’interno di questa sfrenata competizione, i capitalisti devono continuare a investire capitali, devono giocare sul basso costo del lavoro per avere il profitto--> industria A e industria B entrambe sane, industria A non si è valorizzata ma ha merce buona con profitto 1 l’industria B a parità di merce ma più valorizzata ha profitto 3, i capitali delle banche andranno all’industria B perché produce e offre più profitto. L’industria A o si adegua o chiude, e chiude perché non ha il profitto voluto dal mercato
Sovrapproduzione--> quando ci sono le crisi il capitale si distribuisce a macchie producendo un accumulo di capitale e la sovrapproduzione causa la crisi economica. Il capitalismo è privo di regole il capitale si concentra dove è maggiore il profitto.
La grande ricchezza usata in questa forma anarchica produce tanta povertà, la produzione è collettiva ma il capitale è la logica del profitto privato, si stacca dalla collettività.
Ci sono poche possibilità per aumentare il plus-valore: aumentare la giornata lavorativa ma c’è un limite, organizzazione tecnologica in aumento e accanto ottimizzo il lavoro degli operai (in modo flessibile) l’operaio segue la macchina aumentando la produttività. Il continuo rinnovo tecnologico, aumenta il capitale costante e diminuisce il plus valore caduta del saggio di profitto, questo porta ad una lotta nel sistema capitalistico, i capitalisti cercano di accaparrarsi il mercato, le piccole industrie muoiono le grandi diventano multinazionali.
Il capitalismo non può sopravvivere a lungo, entra in conflitto con se stesso andrà incontro alla caduta tendenziale del saggio di profitto, impoverendo ulteriormente il cosiddetto ceto medio cadendo nel proletariato. Ci sono dati oggettivi uno è il dato sociale, non si può impoverire troppo la popolazione salariata l’altro dato è che il capitalismo ha sempre bisogno del rinnovo tecnologico. La produzione di ricchezza diventa di tipo globale e sempre più sociale ma la proprietà di questa sarà per lo più privata. Il profitto è in mano a pochi espropriatori contro molti espropriati.
La società che si crea è fortemente conflittuale dove i molti espropriati rendendosi conto dei meccanismi del capitalismo potranno avviare la rivoluzione finale (comunista) contro i pochi espropriatori--> non sanguinaria, ciò che è sociale ritorni ad essere sociale. Questa comporta la distruzione dello stato che era in mano ai potenti, ci sarà un periodo di dittatura del proletariato una società in cui i diritti sono libertà di tutti, società dove ognuno è produttore che produce per i propri bisogni. Tutto questo è molto generico non si capiscono tutti i passi reali, discorso utopico non basato su cose concrete.
Il primo che capisce che ciò è sbagliato è l’anarchico Bakunin, che dà contro a Marx per le sue idee utopiche, la famosa dittatura del proletariato è che una minoranza prende il potere e re instaura una dittatura che come dittatura è tale. Anche se sembra lo stato libero perfetto è sempre una dittatura una volta che i lavoratori diventano capetti non sono più lavoratori diventano privilegiati e gli altri devono obbedirgli.
Marx o fa finta di non aver capito o ha capito ma fa finta di nulla, Bakunin ha una posizione precisa( sostiene comunque l’anarchia totale ).
La dittatura dovrebbe servire a far abituare le persone a vivere in una società senza classi dove i propri bisogni devono collaborare con quelli degli altri. Bisogna non solo tenere conto dei bisogni ma anche quelli dei singoli. Occorre superare l’antinomia tra lavoro intellettuale e manuale, l’essere umano deve giocare più ruoli nella sua vita. Qualche società che permetta di non svolgere solo e sempre lo stesso lavoro--> in una società di produttori non c’è più la corsa al profitto quindi c’è più tempo, il tempo stesso del lavoro è più libero così da permettere di svolgere lavori più creativi. Ritornare ad un lavoro che aiuti la propria autostima significa ritrovare un lavoro creativo utile anche per la società.
“CRITICHE A MARX”
1--> Del giurista austriaco Hans Kelsen, che studiò a lungo la teoria marxista, afferma che c’è una contraddizione irrisolta e irresolubile, quella tra la teoria economica e quella politica. La teoria economica nasce come critica al capitalismo, pianificazione rigida contro l’anarchismo, questo non va d’accordo con la teoria politica dovrebbero stare insieme, la teoria politica è una politica che richiede l’estinzione dello stato (la super libertà) questo non va bene, non si può creare un’economia stabile senza dirigenti e poi nulla garantisce che gli individui ritornino ad essere intrattenibili e si sopraffannano a vicenda. Il sistema non funziona, se vogliamo una pianificazione rigida ci serve uno stato repressivo e molto potente se si vuole l’utopia si rinuncia al sistema economico avanzato e si retrocede
2--> Karl Raimund Popper è uno dei più grandi pensatori contemporanei, si lega all’epistomologia (filosofia della scienza). La scienza ha avuto varie rivoluzioni che hanno messo in gioco la definizione stessa di scienza e tutti i concetti annessi--> rapporto uomo-matematica è molto complesso molto difficile, la verità è assoluta? In che senso i numeri sono numeri? Porta paradossi inalienabili che portano ancora più problemi al problema. La filosofia interviene per cercare di chiarire queste questioni. Popper riflette sullo status della scienza a parte da Einstein, sostiene che si deve demarcare ciò che è scienza e ciò che è metafisica che non è negativa ma ultrapositiva (come in Kant) perché serve per proporre delle soluzioni, aiuta a costruire delle teorie, delle congetture. Qui interviene però la scienza, quando la congettura si avvicina alla confutazione, cioè tutti i miei pensieri devono essere in qualche modo provati (la metafisica si ferma alle congetture la scienza va oltre), ogni pensiero che inizialmente è una congettura e diventa teoria scientifica quando faccio un’insieme di previsioni molto importanti e almeno alcune di queste possono essere provate se non avviene ciò si confuta. La scienza si distingue dalla pseudoscienza, non è l’uso della metafisica, la scienza procede per congetture e confutazioni, la pseudoscienza no, lei fa previsioni che non si possono confutare; la scienza vuole fortemente la falsificazione tanto più una teoria è ricca di materiale tanto più la teoria è scientifica--> ciò però,dicono altri critici non succede sempre, per difendere una teoria poiché non ce n’è un’altra si creano delle ipotesi a doc che funzionano soltanto se prima o poi vengono verificate o falsificate. Con le ipotesi a doc si creano nuove teorie tra di loro anche opposte, contrastano alcuni falli di alcune teorie, costruiscono una “rete di salvataggio” per una teoria instabile. La pseudoscienza--> Popper dice che a teoria marxiana è onnicomprensiva non sono confutabili perché ogni volta creano o meglio è insita in loro la capacità di riproporre fino alla smentita, fanno ipotesi di tipo ausiliario, comprensibili dalla teoria stessa che è esplicativa. E questo per Popper è la pseudoscienza, perché non può esistere una teoria non confutabile, sta a metà e è una teoria metafisica dogmatica di vecchio stampo. Un’altra critica è quella alla onnicomprensività che si traduce in una sola parola: olismo. Nell’ambito della contemporaneità non si può avere una teoria olistica perché in realtà ogni conoscenza, ogni congettura è una selezione è un taglio di qualcosa di più, quindi non si può creare una teoria del “tutto” nessuno parte da zero si parte da un certo punto di vista, non si ha la visione del tutto, si parte comunque dal nostro punto di vista. Tutte le teorie pseudoscientifiche sono olistiche vogliono spiegare tutto dal passato fino addirittura al futuro. Il marxismo come teoria olistica e pseudoscientifica lo deve al fatto che è una reinterpretazione del sistema hegeliano in particolare la filosofia storicista che è olistica perché l’intera storia è determinata, quindi lo storicismo è una filosofia autoritaria, olistica, rivela una verità che è essenziale ed è quindi una teoria essenzialista. L’essenzialismo non è più della scienza moderna perché non è più interessata a sapere che cos’è realmente una cosa ma si occupa della sua descrizione in ambito matematico e questo è il nominalismo, non è concentrato sull’essenza parla di verità ma che sono confutabili, descrive comportamenti, spiega eventi che si ripetono, mentre l’essenzialismo hegeliano ha il senso del destino e così tutte le filosofie derivate. Il marxismo è una teoria che vuole essere scientifica ma è anche una teoria politica, è una teoria autoritaria come tutte le teorie storiciste perché se la verità è quella riesco sempre a spiegare la storia anche quando fallisco. Tutti coloro che tentano di confutare pongono ostacoli, vanno eliminati perché ostacolano il raggiungimento della verità assoluta, a verità ultima. “SOCIETÀ APERTA E SOCIETÀ CHIUSA” la società aperta è fallibile non perfetta ed è sempre in costruzione ma molto piena di difetti, è la base della società democratica dove è possibile confutare e dove c’è molta informazione, una società aperta sana è costruibile e migliorabile, alla società pianificata sostituisce la meccanica a spizzico ossia interventi graduali. Provo, se le conseguenze sono imperfette posso tornare indietro e riprovare (prove ad errore). È un disegno che segue la prova ad errore quindi in maniera graduale senza una teoria retrostante. La società chiusa si basa su un’ideologia autoritaria e quindi è essenziali sta, società dove non esistono confutazioni ed informazioni, l’unica informazione è il dogma; è una società pianificata quindi anche gli individui sono totalitari allo stato. La confusione che le teorie come il marxismo fanno tra legge e tendenza, la legge vincola gli oggetti e proprio perché è vincolante è quindi più confutabile, la tendenza è invece qualcosa che in ambito sociale avviene ma questa può invertire il suo corso molto velocemente (da un momento all’altro). In ambito sociale usare la legge scientifica è sbagliato perché noi conosciamo pochissimi aspetti è come se si presenta uno sconosciuto la legge non può agire, in ambito sociale è meglio parlare di tendenze.
3--> Weber quasi contemporaneo di Marx, è un sociologo e uno degli ispiratori della repubblica di Weimar. Afferma che la cultura in quanto cultura è dare un senso al mondo (sia scienza della natura sia scienze dello spirito) non sono diverse si concentrano solo su un oggetto diverso però danno valore al divenire. Scienze dello spirito--> la storia si occupa di dare valore al divenire e nel fare ciò sceglie un campo da analizzare, ogni teoria costruisce il proprio oggetto (campo d’indagine ristretto) quindi valori per ogni campo e tutti differenti. La storia è sempre prospettica perché costruisce un proprio modello (come ogni scienza), se è prospettica non è raggiungibile una visione di tipo olistica (perché non è scientifica) e non è soggettivo perché non è campato per aria. Interpretare significa dare una spiegazione causale data in tutte le scienze, nella storia è il cercare di spiegare un evento individuale tramite la scelta di alcuni fattori causalmente rilevanti fra gli infiniti fattori ed è una spiegazione causale di tipo prospettico; spiegarlo delimitando le possibili cause tra le infinite cause. La spiegazione causale isola un campo di ricerca di possibilità, e all’interno di questo posso dare un giudizio di possibilità oggettiva, tramite l’esperimento è possibile sapere se i fattori scelti sono davvero rilevanti causalmente. Weber dice che l’unico punto di vista che Marx sostiene è quello economico, è solo un fattore causalmente rilevante ma non è detto che in tutta la storia umana sia stato il fattore causalmente rilevante (mentre Marx sostiene il contrario). Afferma quindi la validità del discorso marxista ma non a livello assoluto. --> “L’ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO” = cerca di spiegarlo appoggiandosi alla religione, la moderna attività economica capitalistica si è sviluppata nei paesi per lo più protestanti, due tipi di atteggiamenti 1 essere ricchi ma consumando 2 vita austera e tutto viene risparmiato e viene reinvestito nel lavoro, atteggiamento dovuto dall’influenza del calvinismo (olanda e regioni inglesi). Il calvinismo predispone ad una vita austera e predisponendosi così ha un profitto risparmiato che viene reinvestito in altri lavori. La religione cristiana cattolica ha pratiche ascettiche con il sacerdote che assolve ogni peccato. Il calvinista è sacerdote di se stesso e deve trovare da solo la giusta via. Con questo dimostra che la sovrastruttura non deriva dalla struttura ma si affianca e la modella in una certa maniera.
4--> Deriva da una Scuola quella Marginalista= critica sull’economia, afferma che il valore di un bene è determinato dal consumatore stesso che decide quanto debba valere quel bene. In base alla soddisfazione personale. Questo ribalta la filosofia marxista, se un prodotto è di alto valore anche il lavoro che c’è dietro è alto, viceversa se è basso. È alla base del liberismo economico.
5--> Deriva da un economista italiano Pietro Sraffa che parla della formazione del profitto. Lui fa un esempio mentale : due industrie una di grano e l’altra di ferro, e lavoratori e devono mettere da parte grano per pagare e ferro per mezzi di produzione, due valori equivalenti quindi scambio di valori equivalenti ma non c’è surplus--> poi il grano è di più e il ferro quindi guadagnerà di più, meno ferro scambiato ha maggior valore con il grano che in sovraproduzione.
Critica molto forte che i marxisti sentirono molto e non riuscirono a ribattere.

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